Aquile e Lupi pronte a darsi battaglia nel derby di Calabria

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Oggi. Ore 17:15. Stadio Ceravolo di Catanzaro.

Inutile girarci troppo intorno: quella di oggi non è una semplice partita. Non si tratta di scendere in campo e conquistare i 3 punti per scalare la classifica: oggi è il giorno dei giorni. Oggi non c’è solo il Derby di Calabria, ma il Derby dei Derby. Oggi scendono in campo Catanzaro e Cosenza, due squadre che da tempo immemore si sono ‘fatte la guerra’ fuori e dentro il campo di calcio. Due squadre, due tifoserie, due città che però per la prima volta sembrano voler mostrare il loro lato più puro: quello degli Ultras, fatto di rivalità e rispetto. Lo hanno dimostrato gli Ultras del Catanzaro che dopo aver contribuito con un bonifico, ai funerali del tifoso cosentino Salvatore Iaccino, hanno chiesto a gran voce di poter avere sugli spalti, nella giornata odierna, i loro avversari storici: gli Ultras del Cosenza. Purtroppo questa opportunità non è stata colta dalla Lega, che ha preferito per motivi di sicurezza, vietare ancora una volta la trasferta. Eppure, nonostante questo, l’US Catanzaro 1929 non si è fermato ed ha invitato come ospite speciale **Ernestino**, un piccolo grande tifoso rossoblù che per gravi motivi di salute, è stato costretto ad allontanarsi dallo stadio San Vito Gigi Marulla per diverso tempo. Tale gesto di grande fair play, rende questo derby ancora più bello! Un segnale di rispetto e passione per il calcio che vogliamo vedere e che speriamo possa finalmente abbattere quei muri di violenza che la Calabria tutta, non merita. Mentre a Cosenza cresce il fermento e l’ agonismo che è stato trasmesso ai lupi dai mille Ultras che ieri hanno assistito e motivato l’allenamento a porte aperte dei loro beniamini, a Catanzaro un sold out al Ceravolo, preannuncia uno spettacolo senza eguali. «È stata una settimana molto lunga perché questa è la partita dell’anno, per noi e per loro». Eccola la sincerità di Fabio Caserta, ex allenatore del Cosenza nonché attuale comandante della compagine giallorossa. Appare quindi disarmante l’importanza di questi novanta minuti che si preannunciano di fuoco. Da una parte e dall’altra. E allora bando alle ciance, indossiamo le sciarpe e srotoliamo le bandiere: oggi avrà luogo per le due squadre e le due città, non una semplice partita di calcio, ma LA partita della vita, fatta di condivisione e appartenenza.

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